Narrare l’invasione: per una definizione del fantastico novecentesco

Autori

  • Davide Carnevale

DOI:

https://doi.org/10.14672/20201725

Parole chiave:

Fantastico, Genere letterario, Invasione, Narratologia, Cortázar, Jackson, Buzzati, Matheson, Fantastic, Literary genre, Invasion, Narratology

Abstract

Al di là del riutilizzo modale dell’ampio repertorio semantico del fantastico da parte di ampie fasce della produzione letteraria e artistica in genere, il Novecento vede l'innegabile sopravvivenza di quella che si dimostra essere a tutti gli effetti una specifica categoria testuale, la cui continuità con i grandi modelli ottocenteschi va ricercata nella sua reiterata rappresentazione dello scarto irriducibile prodotto dall'improvviso collidere di dimensioni narrative inconciliabili e antagoniste, dal sovversivo prorompere di particelle di significato in piani di realtà che non possono in alcun modo contemplarle, se non rinunciando all'integrità dei loro paradigmi costitutivi. Una invasione, concetto che questo contributo vuole proporre a criterio definitorio dell’intero genere in ragione – oltre che della sua capacità di dialogare con le più avvertite acquisizioni del recente panorama teorico – del suo rappresentare la costante strutturale su cui poggia la delicata costruzione testuale del perturbante. Attraverso l’analisi delle dinamiche contrastive rilevabili nelle opere di autori come Julio Cortázar, Shirley Jackson e Dino Buzzati, si delineerà un modello ipotetico di descrizione in grado di abbracciare, come espressione di un unico dominio, tanto la lunga processione di mostri, apparizioni spettrali e oggetti impossibili messa in scena, senza sostanziali variazioni, dai grandi maestri del XIX secolo, quanto le meno esibite manifestazioni dell’irrazionale che contraddistinguono il fantastico più recente.__Beyond the modal reuse by large segments of literary and artistic production of the vast semantic repertoire of the fantastic, the 20th century sees the undeniable survival of what proves to be in all respects a specific textual category, whose continuity with the great nineteenth-century models must be sought in its reiterated representation of the irreducible gap produced by the sudden collision of incompatible and antagonistic narrative dimensions, by the subversive spread of particles of meaning into plans of reality that cannot in any way contemplate them, except by renouncing the integrity of their constitutive paradigms. An invasion, a concept that this contribution wants to propose as defining criterion of the whole genre in reason – in addition to its ability to dialogue with the most perceived acquisitions of the recent theoretical landscape – also of its representing the structural constant on which the delicate textual construction of the uncanny rests. Through the analysis of the contrastive dynamics detectable in the works of authors such as Julio Cortázar, Shirley Jackson and Dino Buzzati, we will establish a hypothetical model of description capable of embracing, as an expression of a single domain, both the long procession of monsters, ghostly apparitions and impossible objects staged, without substantial variations, by the great masters of the nineteenth century, and the less exhibited manifestations of the irrational that distinguish the expressions of the most recent fantastic.

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Saggi