https://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/issue/feedPsicologia dello Sport e dell’Esercizio2025-03-10T09:21:26+00:00Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e dell’esercizio (AIPS)pse@aipsweb.itOpen Journal Systems<p><strong><em>Psicologia dello Sport e dell’Esercizio </em>(PSE)</strong> è la nuova rivista organo ufficiale dell’Associazione Italiana di Psicologia dello Sport e dell'esercizio (AIPS).<br />Nel 2024 abbiamo deciso di cambiare forma alla rivista e trasformarla in una rivista Open Source ma il passato di questa rivista è quanto mai ricco.<br />La nostra associazione ha da sempre contributi alla diffusione del sapere scientifico prima con il Giornale Italiano di Psicologia dello Sport (GIPS) e successivamente con la versione cartacea del PSE, edita da Calzetti e Mariucci a partire dal 2020.<br />I tempi cambiano tuttavia e anche la rivista ha deciso di trasformarsi passando dall'edizione cartacea (di cui sono stati pubblicati 6 numeri) all'edizione Open Access.<br />Lo spirito tuttavia rimane lo stesso. Ci piacerebbe che la rivista PSE rappresentasse un rinnovato strumento di crescita della psicologia dello sport e dell’esercizio, attraverso scambi di esperienze, divulgazione di studi e ricerche, approfondimento di tematiche anche ad ampio respiro. <br />La divulgazione open ci permette di raggiungere un pubblico più vasto e di dare così modo alla ricerca italiana nel campo della psicologia dello sport e dell'esercizio fisico di trovare una sua collocazione scientifica nel panorama internazionale.<br />Questa rivista adotta il sistema Open Access, il che implica che tutti i contenuti sono liberamente accessibili senza alcun costo per l’utente o la sua istituzione. Gli utenti hanno il permesso di leggere, scaricare, copiare, distribuire, stampare, cercare o collegare i testi completi degli articoli, nonché utilizzarli per qualsiasi altro scopo legittimo, senza la necessità di ottenere il consenso preventivo dell’editore o dell’autore. La rivista è pubblicata sotto licenza Creative Commons BY 4.0. Gli autori che pubblicano sulla Rivista mantengono il copyright sui contenuti.</p>https://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/article/view/2647La conoscenza delle abilità mentali da parte degli atleti di arrampicata (specialità boulder) e valutazione del loro impatto sulla prestazione di gara2024-12-09T14:08:54+00:00Roberto Bagnoliinfo@climbingtraining.itAlberto Ceicoaching@ceiconsulting.itCristiana Contidr.cristianaconti@gmail.com<p style="font-weight: 400;">Il risultato della prestazione di una gara di arrampicata è determinato dall’integrazione di numerosi fattori; insieme agli aspetti fisici, tecnici, tattici e condizionali, anche le abilità mentali giocano un ruolo determinante. Il presente studio nasce con l’obiettivo di approfondire quest’ultimo aspetto all’interno della disciplina del boulder, esplorando il livello di conoscenza e consapevolezza della componente mentale da parte degli atleti e il suo coinvolgimento durante l’attività di gara così come percepita dagli atleti stessi.<br>A tale scopo, è stato chiesto a 45 atleti di élite appartenenti alla squadra nazionale italiana giovanile e senior di arrampicata sportiva di compilare un questionario retrospettivo sugli aspetti emozionali, cognitivi e comportamentali relativi ad alcune tipiche situazioni di gara. Dall’analisi dei dati emerge un quadro sufficientemente ricco circa il rapporto tra gli atleti e la componente mentale della prestazione. Nonostante emerga negli atleti un discreto livello di consapevolezza sul ruolo delle abilità mentali in gara, sembra non essere sufficientemente sviluppato quel livello di competenza necessario a far fronte alle criticità. </p>2025-01-17T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Roberto Bagnoli, Alberto Cei, Cristiana Contihttps://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/article/view/2788Il ruolo del genitore nello sport: confronto tra calcio e tennis 2025-02-11T08:10:38+00:00Sergio Costacostasergio@hotmail.itLorenza Ruscassoruscassolorenza@gmail.comAlessia Perettoalessia.peretto96@gmail.com<p>Questo articolo approfondisce il ruolo dei genitori nello sport giovanile italiano, ampliando il lavoro di Costa et al. (2020) e basandosi sul modello di Fredricks ed Eccles (2004), che identifica tre ruoli principali dei genitori nello sport: fornitori, interpreti e modelli.<br />Gli obiettivi della ricerca sono individuare le caratteristiche essenziali che un genitore dovrebbe possedere sia nel calcio che nel tennis, esplorando differenze e somiglianze tra i due contesti sportivi.<br /><span style="font-size: 0.875rem;">Lo studio ha coinvolto 109 genitori di giovani calciatori provenienti da 5 società sportive e 116 genitori di tennisti appartenenti a 10 circoli.<br /></span>Utilizzando il Profilo di prestazione di Butler, è stato analizzato il punto di vista dei genitori sulle qualità ideali per il loro ruolo. I termini raccolti sono stati sottoposti ad analisi interpretativa e sono state calcolate frequenze e medie per identificare le caratteristiche principali e le aree in cui i genitori si percepivano più competenti.<br />Le caratteristiche emerse sono state organizzate in sei macrocategorie legate a concetti teorici come la Teoria dell’autodeterminazione, l’Intelligenza emotiva e i Bisogni genitoriali. Altre tre categorie riflettono i ruoli del genitore: Disponibilità, Guida nel percorso e Leadership genitoriale.<br />I risultati sottolineano l’importanza di considerare i genitori come partner attivi nel percorso sportivo dei figli. L’articolo propone l’adozione di percorsi pratici e workshop per favorire una maggiore collaborazione tra genitori e allenatori, migliorando il supporto ai giovani atleti. Questo approccio può contribuire a creare un ambiente più positivo e costruttivo nello sport giovanile, promuovendo il benessere e la crescita degli atleti.</p>2025-04-02T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Sergio Costa, Lorenza Ruscasso, Alessia Perettohttps://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/article/view/2823Come stai? Un protocollo di monitoraggio multidimensionale e innovativo per due giovani atleti di karate2025-03-04T13:53:24+00:00Valentina Tomasellivalentina.tomaselli@phd.unipd.itEmanuele Di Mariaemanuele.dimaria@studenti.unipd.itIrene Leoirene.leo@unipd.it<p>Il monitoraggio multidimensionale degli atleti, che comprende parametri fisiologici, psicologici e</p> <p>prestazionali, è fondamentale per la preparazione sportiva e per prevenire problematiche come la Sindrome di Overtraining (OTS). In questo studio, due atleti di 15 anni, una femmina (Atleta 1) e un maschio (Atleta 2), hanno partecipato ad un programma di monitoraggio di un mese, comprendente due gare regionali (Gara 1 e Gara 2). Ogni settimana sono stati misurati la variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability, HRV) prima e dopo allenamenti di karate e prove di concentrazione e somministrati questionari, tra cui il questionario per il recupero da stress in atleti (Recovery Stress Questionnaire for Athletes -36 SportRESTQue-36). Le analisi statistiche hanno incluso un test Mann-Whitney U e un controllo post hoc con il metodo di Bonferroni (p<0.025) sui valori della deviazione standard degli intervalli R-R (SDNN) e della radice quadratica media delle differenze successive (RMSSD) dell'HRV, e percezione di fatica. I risultati evidenziano una diminuzione dell'RMSSD nelle settimane T1 e T2 rispetto a T0, seguita da un aumento in T3. Nonostante un buon tono vagale nella settimana di Gara 2 entrambi gli atleti hanno riferito un maggiore affaticamento rispetto a T0. Questi dati suggeriscono che il carico interno percepito fosse maggiore rispetto a quello esterno, al quale gli atleti potrebbero non essersi adattati completamente. Questo evidenzia l’importanza di sviluppare protocolli di monitoraggio personalizzati per migliorare l’autoregolazione e il monitoraggio degli atleti, ottimizzando così la loro performance e riducendo il rischio di overtraining e infortuni</p>2025-03-24T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Valentina Tomaselli, Emanuele Di Maria, Irene Leohttps://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/article/view/2705Attacchi di panico ed escursionismo2025-03-10T09:21:26+00:00Mabel Morsianimmorsiani@racine.ra.it<p style="font-weight: 400;">Gli attacchi di panico durante le escursioni in montagna sono fenomeni non rari, soprattutto in alta quota. Si manifestano con sintomi fisici (tachicardia, difficoltà respiratoria, nausea, vertigini) e psichici (paura di perdere il controllo, paura di morire), e possono insorgere in modo improvviso e intenso, talvolta innescati dall'ambiente montano. Fattori fisici come l'ipossia, la fatica e l'insonnia, uniti a condizioni stressanti, possono aumentare l'ansia e favorire le crisi. La somiglianza tra i sintomi degli attacchi di panico e quelli del mal di montagna acuto può rendere difficile distinguere le cause. Per questo, sarebbe utile che le guide escursionistiche ricevessero una formazione specifica sugli attacchi di panico, per riconoscerne i segnali e offrire supporto tempestivo. Allo scopo di fornire alle guide escursionistiche indicazioni pratiche per il primo soccorso, finché la crisi non si risolva o non si riceva aiuto professionale (clinico/terapeutico), nell’articolo vengono presentate le linee-guida per la gestione dell'attacco di panico di Mental Health First Aid Australia, basate sulle evidenze scientifiche e adottate in 26 Paesi, all'interno di corsi rivolti ai cittadini che intendono formarsi sull’assistenza a chi stia sperimentando un attacco di panico.</p>2025-04-02T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Mabel Morsianihttps://ledijournals.com/ojs/index.php/pse/article/view/2743Zico e l'impresa di Deca-Everesting2025-01-27T08:21:31+00:00Luca Sighinolfiinfo.sighinolfi@gmail.comAldo Spittispittialdo@gmail.comPaola Benedettipaola_benedetti@outlook.itMara Pezzolimara.pezzoli@yahoo.it<p>L’Everesting è una sfida sportiva di ciclismo in alta quota: l’atleta deve affrontare un dislivello positivo di 8848 metri nel minor tempo possibile. Giacomo Pieri, detto “Zico”, tra il 28 giugno e il 10 luglio 2022 ha “sfidato i limiti umani”, affrontando un Deca-Everesting, aggiudicandosi il record mondiale. Il presente studio costituisce un assessment psicologico di Giacomo Pieri, in occasione di tale record di Deca-Everesting. Nell’articolo è analizzato il profilo psicologico dell’atleta attraverso la batteria CBA (Cognitive Behavioural Assessment); sono inoltre indagati il locus of control, lo stile di coping, le principali abilità mentali (codificate dall’Inventario Psicologico della Prestazione Sportiva: IPSS-48), l’ansia di tratto e l’ansia di stato dell’atleta. La batteria di test è stata somministrata antecedentemente allo svolgimento del Deca-Everesting, ad eccezione dell’ansia di stato: monitorata attraverso la somministrata della STAI-X1 (Stait Trait Anxiety Inventory – X1) al termine di ogni singolo Everesting (per un totale di dieci somministrazioni). I risultati ottenuti mostrano che l’atleta presenta: elevata stabilità emotiva, bassa paura percepita negli eventi sociali e assenza di sintomi ossessivo-compulsivi. Inoltre, Il locus of control dell’atleta è orientato internamente; tra le strategie di coping maggiormente adottate dall’atleta si evidenziano un marcato orientamento al problema ed elevata attitudine positiva. Dall’IPSS-48 emergono come punti di forza la “preparazione alla gara” e la “capacità di goal setting”; Il livello di ansia di stato, al termine di ogni Everesting, è lieve o basso (durante tutta la competizione), indice di particolare capacità dell’atleta di gestire gli stressor derivati dalla gara/impresa.</p>2025-02-24T00:00:00+00:00Copyright (c) 2025 Luca Sighinolfi, Aldo Spitti, Paola Benedetti, Mara Pezzoli